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Dichiarazioni e storie di obiettori di coscienza al servizio militare

In questa categoria sono presenti alcuni messaggi, dichiarazioni, testimonianze di obiettori in diversi momenti della storia, fino ai giorni nostri.

La dimensione in primo piano, quella della coscienza individuale, porta in maniera abbastanza conseguente i protagonisti di tale storia a forme di esplicitazione della scelta antimilitarista e delle sue ragioni. Gli obiettori saranno sempre chiamati nella storia o per libera scelta o per richiesta istituzionale di commissioni e/o tribunali militari, a esprimere il senso del loro agire in opposizione alla chiamata alle armi.

1970

Dichiarazione di Manrico Mansueti

primo obietore di coscienza alle spese militari

24 settembre 1970

Mozione lavoratori Officine Moncensio

primo caso clamoroso di obiezione professionale alla produzione bellica

9 febbraio 1971

Prima dichiarazione collettiva di obiezionedi coscienza

Otto giovani (Giuseppe Amari, Valerio Minnella, Neno Negrini, Nando Pagagnoni, Mario Pizzola, Franco Suriano, Alberto Trevisan e Gianfranco Truddaiu) a Roma, prima di affrontare il carcere, durante una conferenza stampa, fecero la prima dichiarazione collettiva di obiezione di coscienza spiegando il loro rifiuto con argomentazioni sociali e politiche.

  • Fonte:

    Dichiarazione: fondo personale di Claudio Pozzi
    Foto: fondo personale di Mario Pizzola e del CESC Project

  • Fonte:

    Fondo Personale di Amoreno Martellini
    Università degli Studi di Urbino

1971

Dichiarazione di Giuseppe Franchi

secondo caso di obiezione alle spese militari

20 febbraio 1972

Seconda dichiarazione collettiva di obiezione di coscienza

Si svolse a Roma, in piazza Navona, la prima manifestazione nazionale per l’annuncio di un’obiezione di gruppo. La manifestazione iniziò con un falò per bruciare dei volantini inneggianti alle Forze Armate che, provocatoriamente, erano stati fatti trovare in piazza; poi nove giovani (Roberto Cicciomessere, Alberto Gardin, Valerio Minnella, Alerino Peila, Claudio Pozzi, Gianni Rosa, Adriano Scapin, Franco Suriano, Alberto Trevisan) manifestarono il rifiuto di prestare il servizio militare con una dichiarazione comune (seconda dichiarazione collettiva). Poi sottoscrissero anche Carlo Di Cicco, Antonio Fedi e Matteo Soccio.

  • Fonte:

    Fondo personale di Claudio Pozzi

20 febbraio 1972

Dichiarazione di Claudio Pozzi

che aggiunse al documento del gruppo – basato su motivazioni antimilitariste di tipo politico-sociale, che pure aveva condiviso – per evidenziare le sue ragioni di carattere religioso.

  • Fonte:

    Fondo personale di Claudio Pozzi

  • Fonte:

    Fondo personale di Claudio Pozzi

  • Fonte:

    Fondo personale di Claudio Pozzi

30 giugno 1972

Terza dichiarazione collettiva

A Roma, durante una conferenza stampa presso la sede del Partito Radicale, si tenne la terza dichiarazione collettiva di obiezione di coscienza da parte di dodici giovani (Vittorio Adamo, Claudio Bedussi, Giuseppe Donghi, Carlo Filippini, Antioco Floris, Antonio Pietracatella, Luigi Redaelli, Giancarlo Reggiori, Luciano Scapin, Gianfranco Truddaiu, Giancarlo Vismara, Luigi Zecca) che, oltre a rendere noto un proprio documento, firmarono quello di febbraio proprio per evidenziare la continuità del loro rifiuto con quello precedente allo scopo di proporre un rifiuto di massa dell’esercito ed evitare «l’emarginazione degli obiettori nel ghetto degli esaltati o dei tarati asociali».

  • Fonte:

    Fondo personale di Claudio Pozzi