13 marzo 2026
Addio ad Alberto Trevisan, tra i primi obiettori di coscienza. La moglie: «Donati gli organi»
Da un post su Facebook di Marco Labbate abbiamo appreso con grande tristezza la morte di Alberto Trevisan. Su questo sito molte sono le notizie che riguardano questo storico obiettore. Siamo addolorati ed esprimiamo le nostre condogianze alla moglie Claudia e tutta la famiglia.
Copiamo qui sotto quanto scritto da Labbate:
«Ho avuto oggi la notizia della scomparsa improvvisa di Alberto Trevisan. Per quegli incredibili accadimenti che talvolta sono sorprendenti, ci ha lasciato proprio nel giorno di San Massimiliano di Tebessa, patrono degli obiettori di coscienza, lui cristiano di una fede incarnata e viva che della lotta per il riconoscimento dell’obiezione di coscienza è stato un simbolo e un perno. Era passato dal carcere militare (anzi dai carceri dato che li aveva visitati tutti), ma ha trascorso tutta la vita a lottare per la pace, la nonviolenza e la giustizia con la tenacia delle anime più grandi. Ma è stata anche una di quelle persone che nella vita si è fortunati a incontrare. Generoso, appassionato, un narratore innamorato della vita e degli esseri umani. Rimarranno i suoi libri “Ho spezzato il mio fucile” e “Compagni di viaggio”, a cui teneva tanto, nei quali ha raccontato la sua storia, rendendola vicina anche a chi ne era lontano. Siamo oggi più poveri, ma perché siamo stati ricchi. Quel suo “fraternamente” con cui si congedava alla fine di ogni mail (non un vezzo, ma un manifesto ideale) mi mancherà. Un abbraccio grande alla moglie Claudia, ai figli, a tutti i famigliari.»
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